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WE MEND FOR PEACE di Elena Berriolo

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Care IWUSA, mi chiamo Elena Berriolo e sono una artista. Mi sono trasferita qui a NY nel 1994 dopo aver iniziato la mia carriera artistica in Italia e in Europa presentando grandi lavori tridimensionali generalmente realizzati con la stoffa. Nel ’92 ho sposato in Italia un americano da cui ho recentemente divorziato. Ho due figlie di cui la seconda è nata quando avevo 46 anni e che ora ha 17 anni (così se fate il conto sapete anche quanti anni ho ☺)

Il progetto We Mend For Peace

Vi scrivo perché dopo l’inizio della guerra Russia-Ucraina, sentendo il bisogno di fare qualcosa, dal 6 di marzo, ogni fine settimana io vado sotto la bandiera del consolato russo con un telo di stoffa alto circa cinque piedi e lo strappo a metà per il lungo, poi mi siedo alla macchina da cucire e lo ricucio. Il mio impegno è di continuare questo progetto fino alla fine della guerra, si intitola: WE MEND FOR PEACE.
Ogni telo che strappo e ricucio ogni fine settimana, diventa una pagina di un libro, una pagina per ogni settimana di guerra.
Ogni settimana porto sempre più di un telo per le persone che vogliono unirsi a cucire con me e porto anche sempre due machine da cucire da condividere. I partecipanti possono poi tenersi la stoffa che hanno ricucito, se vogliono.
Questo progetto vuole chiarire che mentre rompere, strappare, distruggere è facile, è un gesto semplice e veloce, per riparare e ricucire ci vuole tempo e cura però è possibile farlo.
Ho cominciato cucendo da sola, un po’ preoccupata per il numero dei poliziotti costantemente presenti davanti al consolato russo, grata ad alcune amiche artiste che sono venute a cucire con me nonostante il freddo e due volte persino un po’ di neve, ma ora che il tempo è bello vorrei invitare voi a venire a cucire con me. Ogni venerdì, dopo aver consultato le previsioni del tempo, posto su Instagram e Facebook il giorno e l’ora in cui sarò al consolato, di solito dalle 5 alle 5:30 del pomeriggio, al sabato o alla domenica. Central Park è a due passi e il consolato russo è proprio davanti al Cooper Hewitt Design Museum, così se volete potrete aggiungere altre attività al vostro pomeriggio.

Le mie opere: i miei libri

Come ho scritto sopra, dopo aver iniziato la mia carriera artistica in Europa presentando lavori in stoffa generalmente di grandi dimensioni, nel 2012 mi sono trovata a fare una scelta importante: ho deciso di limitare la mia produzione a libri unici: per capirci, invece di fare un quadro o una scultura, io faccio un libro, non pubblicabile. I miei libri hanno formati diversi ma sono sempre libri in cui l’illustrazione o la scrittura sono realizzati almeno in parte con la macchina da cucire, In alcuni uso anche inchiostro e acquarello.
Li suddivido per chiarezza in tre serie.

Libri creati durante concerti

Questa serie è nata nel 2012 con Edith Hirshtal, una pianista classica. Edith è stata la prima musicista a collaborare con me e a accettare di presentare concerti con macchina da cucire. Durante ogni concerto si crea un libro unico di sedici pagine, altri musicisti che hanno collaborato con me sono: la violinista Rosi Heartlein con violino, il pianista jazz Art Hirahara, e recentemente la cantante jazz Jane Irving.

Libri di conversazioni con la natura

In questa serie cerco di fare conversazione con gli aspetti “pungenti” della natura considerando il mio uso l’ago della macchina da cucire. Nei libri di questa serie dipingo sulla carta usando piante pungenti come pennelli, per esempio le rose selvatiche, I cespugli bearberry, ma anche foglie mangiate da insetti che perforano le foglie delle piante come i coleotteri giapponesi, poi ricamo con la macchina da cucire sulle pagine dipinte.

Libri a sfondo sociale o politico

Nel 2015 ho iniziato una serie di libri a leporello (a fisarmonica), cucendo con macchina da cucire sui mezzi pubblici, intitolati “A Book as a Bridge”. Due di questi libri sono:

  • A Book as A Bridge across the Mexican Border” (2016) è stato creato viaggiando su un autobus da San Diego a Tijuana come atto di protesta contro il muro al confine messicano promesso dal presidente eletto D. Trump. Cucendo una linea a zigzag su un libro che disteso era lungo circa quanto l’autobus dagli Stati Uniti a Tijuana in Messico, ho creato metaforicamente un ponte sul confine (questo libro è stato recentemente acquistato dalla Collezione Libri Rari della New York Public Library).
  • “A Book as a Bridge from the Ukrainian to the Russian Consulate” presentato il 6 Marzo 2022 sulla metropolitana 6 di NYC dalla 51esima (il consolato Ucraino è alla 49esima) strada alla 96esima (il consolato russo è alla 92esima), creato per metaforicamente ricucire lo “strappo” causato dalla guerra.

 

Elena Berriolo – website / Instagram / Facebook

 

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