7 days road trip che ti lascerà a bocca aperta!
Parliamo oggi di un itinerario avventuroso per esplorare i parchi del West dell’America senza perdersi nulla.
Viaggiare facendo un road trip permette di scoprire paesaggi inimmaginabili che, agli occhi di un’italiana come me che attualmente è circondata solo dagli imponenti palazzi della città di New York, sembrano proprio appartenere a un altro mondo.
Questo itinerario è adatto a coloro che amano camminare nella natura e che non hanno paura di svegliarsi all’alba per ammirare panorami mozzafiato e natura incontaminata.
Io ho viaggiato con un gruppo di amici (7 in totale) e consiglio vivamente di farlo per ammortizzare i lunghi viaggi in macchina e, naturalmente, per il divertimento assicurato.
Abbiamo viaggiato a inizio giugno: un clima caldo e secco, ma senza piogge e con giornate terse e soleggiate, perfette per ammirare i paesaggi. Anche primavera e autunno sono momenti dell’anno perfetti, mentre a luglio e agosto potrebbero capitare acquazzoni brevi ma molto intensi.
Il nostro itinerario è stato impegnativo e con tante attività che richiedono un po’ di preparazione fisica, ma ogni località offre tantissime opzioni adatte ad ogni esigenza ed età. Per ciascun parco il sito del governo US offre una sezione dedicata, che vi consiglio di visitare sia per le attività temporanee di cui potrete approfittare, sia per pianificare gli itinerari, soprattutto verificando che siano accessibili (talvolta potrebbero essere chiusi per le temperature o magari per falling rocks).
Ciascun parco ha un sito dedicato: è sufficiente googlare “nome del parco.gov” e vi usciranno i dettagli per ciascuno di essi. In ogni parco si accede tramite ticket a pagamento; per i National Park il ticket è unico (80$) mentre gli State Park si pagano a parte.
Giorno 1: da Las Vegas (NV) a Zion (UT), attraversando la Valley of Fire (NV)
Abbiamo guidato dall’aeroporto di Las Vegas al parco Nazionale di Zion. Tra questi due punti è possibile guidare attraverso la Valley of Fire, uno State Park dello stato del Nevada a un’ora circa da LAS.
La Valley of Fire prende il nome dal colore rossastro del suo terreno durante il tramonto… e anche dalle temperature folli che abbiamo incontrato (fino a +43 C!!!).
Un bellissimo territorio desertico percorribile in macchina, con camminate di diverse distanze e difficoltà.
Dopo la Valley of Fire abbiamo guidato verso Zion, dove abbiamo trascorso la notte nella città di Springdale, in compagnia del silenzio delle montagne e di cerbiatti abituati alla presenza degli uomini.
Giorno 2: Zion National Park (UT)
Sveglia presto a Zion, colazione e noleggio di scarpe, calze in neoprene e bastone per la divertentissima camminata nell’acqua a The Narrows (qui dove ci siamo forniti noi, per il prezzo di circa 30$ a testa).
Si può prendere uno shuttle bus gratuito con partenze sia dalla città di Springdale che dal Visitor Center (il quale è possibile raggiungere in macchina), che fa diverse fermate. Quella per The Narrows è l’ultima (Temple of Sinawawa).

Dopo una camminata di circa 30 minuti nella natura boschiva, si accede alla porzione più stretta di Zion Canyon camminando nelle acque del Virgin River, per un totale di fino a 4/8 ore a seconda di quanto ci si vuole inoltrare nel canyon (lungo in totale 16 miglia). Il livello dell’acqua varia a seconda del periodo e delle piogge. Durante il nostro itinerario, arriva all’incirca all’altezza della vita e non era troppo fredda da sopportare.
È stata molto divertente e consiglio questa escursione se avete voglia di fare qualcosa di completamente diverso dal solito.
Dopo la visita, il nostro itinerario ci ha portato a Bryce Canyon (UT).
L’arrivo in tardo pomeriggio ci ha concesso di goderci la cena e un po’ di riposo, per approfittare, una volta fatto buio, dell’impressionante distesa di stelle nel cielo profondo di queste zone. Abbiamo ammirato le stelle da Paria View. Uno stargazing impressionante e famoso in tutto il mondo per la possibilità di scorgere distintamente la Via Lattea. Bryce è infatti considerato uno dei luoghi con meno inquinamento da luce artificiale al mondo!
Giorno 3: Bryce Canyon (UT)
Svegliarci all’alba ci ha permesso di godere la vista da uno dei vari punti panoramici di Bryce Canyon (Inspiration Point – è bellissimo e poco turistico; anche Sunset Point e Sunrise Point sono ottimi per la vista). Queste aree sono raggiungibili in macchina (attenzione al traffico e al parcheggio) oppure tramite una comodissima navetta che parte dal visitor center.

Abbiamo deciso di seguire il percorso chiamato Queen’s Garden con un tratto che si congiunge con il Navajo Loop, affascinante hike di circa 5 kilometri in mezzo alle impressionanti guglie rossastre di questo magnifico canyon.
Consultando i siti ufficiali dei parchi è possibile verificare la difficoltà di ciascuna hike. Tranquille, ce ne sono davvero di tutti i tipi per accontentare ogni esigenza!
In serata ci siamo diretti verso la città di Moab, per la visita dei magnifici Arches.
Giorno 4: Arches (UT) e Monument Valley (AZ)

Anche in questo caso è possibile scegliere diversi percorsi, più o meno difficili, per ammirare questi maestosi e imponenti archi di roccia scavati nel corso del tempo dall’acqua piovana e dal vento. Abbiamo visitato il Delicate Arch, uno dei più iconici, e successivamente The Windows (south and north). Di fronte ad essi, è possibile ammirare Double Arch, anch’esso famosissimo.
È possibile guidare all’interno del parco con la macchina. Ancora una volta, attenzione agli orari di picco che rendono difficoltoso parcheggiare e alle temperature di fuoco nelle ore più calde della giornata.
Dopo un veloce pranzo, ci siamo diretti verso la Monument Valley, che è un parco appartenente al territorio Navajo.
Questo grandissimo Canyon può essere visitato in macchina, assicurandosi di avere un mezzo adatto a strade sterrate molto dissestate, oppure con uno dei tour guidati.
Noi abbiamo optato per la seconda, e devo dire che abbiamo avuto la fortuna di avere una guida Navajo davvero preparata che ci ha fatto godere le meraviglie di questo posto al tramonto. Sono rimasta piacevolmente stupita da questa area così turistica e nota per lo più per i film su indiani e Far West, ma consiglio vivamente la scelta di un sunset tour per i bellissimi giochi di luce e colori.
Giorno 5: Antelope Canyon (AZ)

Sveglia presto dopo aver pernottato con vista sulla Monument Valley, abbiamo guidato per circa 3 ore fino a Page, città in Arizona da cui cominciano molti dei tour per Antelope Canyon, iconico per i suoi colori arancione brillante e le rocce lisce scavate dall’acqua e dal vento. Anch’esso, come Monument Valley, appartiene ai Navajo Parks. L’accesso a questo canyon è consentito solo con tour guidati. È piuttosto piccolo e ci si muove in gruppi accompagnati dalle guide.
Le rocce color arancione ricche di silicio formano le loro curve scavate dall’acqua e dal vento, regalando giochi di ombre e luci sulla sabbia che fa da pavimento. È possibile visitare sia l’Upper che il Lower Antelope (o entrambi se avete abbastanza tempo!).

A circa dieci minuti di macchina, si raggiunge facilmente Horshoe Bend. Si accede a un grosso parcheggio a pagamento con un punto panoramico mozzafiato su questo immenso Canyon che vede dividersi in due lingue il fiume Colorado, con colori verdastri e blu che contrastano con le rocce rosse, immense e altissime.
Nel tardo pomeriggio ci siamo messi in viaggio per Grand Canyon, a circa 3 ore in macchina.
Giorno 6: Grand Canyon (AZ)
È possibile visitare il Grand Canyon in svariati modi: camminate di ogni livello e difficoltà, horse or mule riding, tour in elicottero e deltaplano… nel nostro caso, abbiamo deciso di optare per una camminata piuttosto semplice con vista sul South Rim, seguendo il Rim Trail dal visitor center fino all’ imbocco del Bright Angel Trail fino alla Mile-and-a-half Resthouse. Per spostarsi nel Canyon è possibile utilizzare uno degli Shuttle Bus gratuiti (qui il link. A fine pagina tutte le linee), che permettono di muoversi all’interno del parco; sul sito internet del luogo sono elencate le fermate e i vari percorsi che è possibile fare partendo da ciascuna di esse.
Dal Grand Canyon, abbiamo poi guidato verso Sedona, città desertica famosa per la sua energia mistica.
Giorno 7: Sedona (AZ)
Sedona è una città turistica in espansione che mi ha piacevolmente stupito. È famosa per la sua spiritualità e per i suoi luoghi di meditazione e riflessione che sono avvolti da misteriose influenze energetiche.
La cittadina è piccola e facilmente visitabile a piedi. Ci sono tanti ristorantini e centri artistici con diverse esposizioni di arte locale.

È possibile raggiungere in macchina la Chapel of the Holy Cross, una cappella cattolico romana realizzata nella prima metà del novecento. La sua architettura è moderna e affascinante e prende spunto dall’Empire State Building di New York City.
Una maestosa vetrata che affaccia sui canyon circostanti spalleggia l’altare con il Cristo crocifisso e simboli della Trinità divina scolpiti nell’imponente struttura che rappresenta il collegamento tra il terreno e il divino.
Dal punto di vista naturalistico, Sedona offre tantissime camminate, molte delle quali permettono di raggiungere i cosiddetti Vortex, siti energetici noti per attirare e infondere energia elettromagnetica che sprigiona dalle rocce rosse circostanti. Esistono diversi tipi di energia sprigionata dai Vortex: femminile, maschile e bilanciata. Scegliete il Vortex che vi ispira di più e godetevi il cammino verso una di queste zone con i suoi punti panoramici spettacolari e le bellissime rocce rosse a circondarvi. Noi abbuiamo scelto un Vortex dell’energia femminile, percorrendo la Cathedral Rock Trail, corta ma piuttosto impegnativa per il dislivello.
Sedona è stata l’ultima tappa di questo magnifico tour. Nel nostro caso, ci siamo goduti un’ultimo giorno di visita e meritato relax a Las Vegas, ma anche l’aeroporto di Phoenix è ugualmente comodo.
Questo viaggio mi ha lasciato ricordi ed emozioni indimenticabili e mi ha ricaricato con la potenza e la vastità della natura incontaminata. Il nostro itinerario ci ha permesso di incastrare moltissime attività. Tuttavia, è possibile invertire il percorso oppure scegliere escursioni diverse a seconda degli interessi di ciascuno!
E voi, avete mai visitato queste zone incontaminate? Qual è stato il vostro posto del cuore? Fatecelo sapere con un commento!
Marina Pozzi – blog contributor






