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IWUSA STORIES:  dalla West Coast alla East Coast in 11 giorni

Intervista alla IWUSA Valeria Lorenzetti

Quando chiedo a Valeria quale sia la prima cosa che le viene in mente alla parola “casa”, i suoi occhi color mogano brillano più del solito e si ferma a pensare per un attimo.
Sì, perché per persone come lei, che si lanciano nella vita con la gioia di un bambino nelle acque cristalline del Mediterraneo, casa è un concetto più che un luogo. 

Subito dopo la laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Verona, Valeria decide di partire per un’esperienza da au-pair presso una famiglia canadese a Toronto. I sei mesi inizialmente programmati si trasformano in nove anni. Nel frattempo, diventa producer televisiva per la TV canadese, conosce Luca, presto marito e compagno di avventure, e insieme si trasferiscono a San José, in California. Con loro c’è anche Wanda, la loro amatissima cagnolina. 

I tre vivono nella Silicon Valley per tre anni, durante i quali Valeria si occupa di project management per brand come Google e Apple. Quando Luca riceve una proposta di lavoro a New York, il sogno di vivere nella città protagonista dei loro film preferiti diventa realtà. 

Prima della partenza, pianificare il trasloco e tutto il necessario per un viaggio in macchina

Ad agosto 2025, Valeria, Luca e Wanda partono alla volta di Manhattan. No, non in aereo. Scelgono di attraversare gli Stati Uniti in macchina, percorrendo il Paese coast to coast per quasi due settimane. 

Chiedo a Valeria quali siano gli step fondamentali per pianificare un trasferimento su quattro ruote.
«La prima cosa è sicuramente contattare le agenzie che si occupano di traslochi interstatali e confrontarne servizi e prezzi» mi spiega. «È importante però fare una lista delle priorità e portare in macchina ciò che è davvero essenziale per la sopravvivenza nei mesi successivi». Un’osservazione più che calzante, considerando che mobili e oggetti personali sono arrivati tre mesi dopo il loro trasferimento.Valeria consiglia anche servizi come Send My Bag per facilitare lo spostamento delle valigie contenenti oggetti personali. 

Fase due: le tappe del viaggio.
Un trasloco coast to coast è un’esperienza unica e richiede soste che la rendano memorabile. Valeria sceglie un percorso leggermente più lungo per arricchirlo di tappe e pianifica tutto in anticipo. «PreferiscoBooking.com ad altri siti: le politiche di cancellazione sono più flessibili (24 ore), e questo è fondamentale quando sei on the road e non controlli tutte le variabili». 

Tutte le tappe di Valeria

La prima tappa è Reno, al confine tra California e Nevada, passando per lo scintillante Lake Tahoe. «Ho messo in conto cinque o sei ore di guida al giorno, così da vedere quanti più Stati possibile ma arrivare comunquea New York qualche giorno prima che Luca iniziasse il nuovo lavoro». 

Il secondo giorno li porta a Salt Lake City, capitale dello Utah, dove il paesaggio arido e desertico si trasforma in morbido, con dune di sabbia che sembrano abbracciare la città. Proseguono poi verso nord, attraversano l’Idaho e si fermano due giorni in Wyoming per esplorare il Parco di Yellowstone – la tappa preferita in assoluto da Valeria. Alloggiano nella piccola cittadina di West Yellowstone, in Montana, assaporando la lentezza e il silenzio di un centro rurale. 

Arriva poi il South Dakota. «Da quando ero piccolissima sognavo di vedere Mount Rushmore», mi racconta. «Ricordo che Richie Rich (Macaulay Culkin nel film omonimo, n.d.r.) aveva un Mount Rushmore tutto suo!» Il monumento ai quattro presidenti fondatori emerge nel mezzo di un paesaggio brullo, dominandolo con una solennità quasi irreale. 

È poi il turno del Midwest, che sorprende piacevolmente la coppia. Sioux Falls, al confine tra South Dakota, Nebraska e Minnesota, li conquista, così come Minneapolis il giorno seguente: «Una città bellissima, che mi ricorda Toronto, con le sue townhouse in mattoni affacciate sul letto del meraviglioso Mississippi». 

Ottava tappa: Milwaukee, capitale del Wisconsin, dove la downtown, illuminata da string lights, ospita locali e ristorantini all’aperto. 

Chicago, nona tappa, non è una novità per Valeria e Luca, che l’avevano già visitata anni prima. «Amiamo Chicago, ma non siamo mai riusciti a vedere la statua di Michael Jordan allo United Center. Ogni volta cheproviamo, c’è un evento che ne impedisce l’accesso», racconta ridendo. Luca, del resto, è un grande appassionato di NBA. 

Dopo Chicago, Cleveland, poi Harrisburg, in Pennsylvania, fino a scorgere la skyline di Manhattan il 29 agosto 2025, dopo undici giorni di viaggio.
«È incredibile», commenta Valeria con gli occhi che si illuminano. «Da ragazzina non avrei mai immaginato di poter vivere qui». 

L’arrivo nella Grande Mela

La coppia si stabilisce inizialmente in un Airbnb, per poi trasferirsi definitivamente in un appartamento a Midtown. «Gli affitti sono stati lo shock più grande, anche arrivando dalla Silicon Valley», ammette. «Qui devi affittare anche il posto auto. E siamo stati fortunati a trovarne uno a due isolati da casa».

«A differenza della California, a New York la macchina non è indispensabile», aggiunge. «Ho riscoperto il piacere di camminare, mi sento sicura tra le strade affollate e la folla sempre in movimento». 

Quando le chiedo quali siano le principali differenze tra la Grande Mela e la Silicon Valley, Valeria non ha dubbi: New York è incredibilmente efficiente: «Amazon – ad esempio- riesce a consegnare pacchi in poche ore. E trovare un medico o ottenere un appuntamento nella stessa settimana è stato sorprendentemente semplice».
Scrivendo dalla California, non posso che restarne stupita. 

Alla domanda su cosa le manchi di più della California, la risposta è prevedibile: il clima. Ma Valeria ama il ritmo della grande città, i convenience store aperti 24 ore su 24, la possibilità di cenare dopo le nove. Abitudini impensabili a San José. 

Grazie a IWUSA, Valeria è entrata in contatto con altre donne italiane che oggi considera amiche. «È un’idea bellissima, sono profondamente grata alla community», racconta. 

Le chiedo se rifarebbe tutto o se consiglierebbe questa esperienza ad altre amiche. La risposta è immediata e entusiasta: sì.
«È stato uno dei viaggi più memorabili della mia vita. Vedi luoghi che altrimenti non vedresti e scopri parti della cultura e della storia americana che resterebbero sconosciute». Poi aggiunge: «Certo, può essere costoso (oltre 100 dollari a notte per tappa) ed è fondamentale amare la guida. Ma è davvero l’avventura di una vita». 

L’entusiasmo di Valeria è contagioso e quasi mi fa venire voglia di partire verso la East Coast, anche se odio guidare e andrei in ibernazione sotto i 15 gradi. La sua storia di viaggi, la voglia di scoperta che supera il peso della quotidianità e la capacità di reinventarsi in luoghi nuovi fa dal balsamo al cuore. Forse perché si inserisce in una storia ancora più grande: la sua storia d’amore.

«New York è casa, per ora», mi dice alla fine.
E non solo perché si sente viva tra le strade affollate della città, ma perché è lì con Luca.
E ovunque siano insieme, quella è casa. 

Gaia Valentino, blog contributor

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