Come ogni anno, gennaio segna l’inizio della tax season negli Stati Uniti. Bisogna quindi preparare la dichiarazione dei redditi e pagare le tasse, generalmente entro il 15 Aprile per le dichiarazioni individuali (form 1040). 

Il sistema fiscale americano, pur essendo generalmente più semplice e più favorevole di quello italiano, prevede numerose regole. Infatti, individui e imprese sono soggetti alla giurisdizione fiscale federale, statale (a meno che non si viva in uno stato senza State Income Tax) e, in alcuni casi anche comunale. 

La residenza fiscale negli Stati Uniti: come capire se si è residenti fiscali e quali modelli compilare?

Per chi è da poco negli Stati Uniti, o per chi ha Visti particolari, la prima cosa da valutare è se si è o meno fiscalmente residenti. Per definizione, l’IRS considera fiscalmente residenti negli Stati Uniti i cittadini, chi ha la green card, e, in maniera molto semplificata, chi è stato negli Stati Uniti almeno 183 giorni nell’anno corrente e nei due precedenti (ci sono comunque esclusioni ed eccezioni). 

Se non si è considerati fiscalmente residenti, vanno dichiarati e tassati solo i redditi prodotti negli Stati Uniti, e in questo caso non sono ammesse le deduzioni normalmente previste per i soggetti residenti. Per i non residenti, il modello da compilare sarà quindi il 1040NR. 

Al contrario, se considerati fiscalmente residenti negli Stati Uniti, vanno dichiarati tutti i redditi ovunque prodotti, quindi anche redditi prodotti all’estero. Gli Stati Uniti sono uno dei pochissimi paesi che richiedono ai cittadini e green card holders di dichiarare i propri redditi, anche se si è vissuto all’estero per tutto l’anno. 

Quali sono le tipologie di reddito negli Stati Uniti, e a quali tax form corrispondono?

Esistono svariate tipologie di reddito, e ad ogni tipologia corrisponde uno specifico tax form. Spesso si riceve un tax form che riporta i redditi da dichiarare, quali: 

  • W2 per il lavoro dipendente 
  • 1099 NEC per redditi da lavoro autonomo/self employment (fino all’anno scorso erano inclusi nel 1099-MISC) 
  • 1099-INT per gli interessi guadagnati
  • 1099-B per i capital gains
  • SSA-1099 per i social security benefit, etc.  

La maggior parte di questi form sono inviati anche all’IRS, quindi è necessario prestare attenzione e riportare nella dichiarazione dei redditi gli stessi importi. 

Ci sono poi altri redditi per i quali non si ricevono tax forms ma che vanno comunque dichiarati. Ci sarebbe molto da scrivere, ma semplificando, i principali sono: 

  • Redditi di affitto: tali redditi vanno riportati nella scheda E del form 1040. Il reddito è rappresentato dagli affitti ricevuti ai quali si sottraggono tutti i costi inerenti all’attività di affitto (property tax, interessi sul mutuo che grava sulla casa affittata, etc.). È molto importante riportare l’ammortamento dell’immobile (depreciation expense) sia perché è un costo deducibile che abbassa il reddito da tassare, sia perché quando si venderà l’immobile il capital gain da tassare sarà influenzato dall’ammortamento che l’IRS impone di calcolare ogni anno in cui la casa è stata affittata. 
  • Redditi da imprese/business: questi redditi sono riportati nella scheda C del form 1040.  Includono redditi di lavoro autonomo sia essi svolti come singolo individuo sia nel caso di LLC con unico socio, che non ha optato per essere S-corp o C-corp. Una spesa è deducibile dal reddito del business se essa è “ordinary and necessary“, in particolare per l’IRS una spesa è oridnary se è comune ed usuale per quel tipo di business, mentre è necessary se è utile ed appropriata per svolgere il business. Tra le tante spese che possono essere dedotte, vorrei segnalare le spese dell’auto, a tal riguardo è possibile scegliere se usare le spese realmente sostenute (meccanico, assicurazione, benzina) o usare lo “standard mileage rate” che per il 2020 ammonta a $0.575 e dovrà essere moltiplicato per il numero di miglia effettuate per lavoro. Attenzione: una volta scelto uno dei due metodi lo si deve usare anche negli anni successivi, inoltre va tenuto un registro dove annotare le miglia fatte. Lo si può fare con una app (in alcune sottoscrizioni di QuickBooks è inclusa), un registro, un foglio Excel. Altra spesa che vorrei segnalare è la deduzione per l’home office, se si lavora da casa e si ha una stanza dedicata al business dove si possono anche incontrare clienti, si può avere una ulteriore deduzione per le spese sostenute in base agli square feet dell’area destinata ad ufficio. Attenzione: questa deduzione è alternativa alle spese di un ufficio esterno all’abitazione. Infatti, se si lavora sia da casa sia da un ufficio esterno non si possono dedurre le spese per entrambi. 
  • Redditi esteri: questo è un caso comune per chi, come me, si è trasferito in America ma ha ancora attività in Italia. Se avete case all’estero per le quali percepite un affitto, se avete business all’estero o redditi di qualsiasi tipo, e siete fiscalmente residenti negli Stati Uniti, è necessario dichiarare tali redditi. Esistono due modi per farlo: escludere il reddito estero per un importo massimo di $107,600 per il 2020 (escludere non significa non dichiararlo, va comunque riportato in dichiarazione) o riportare il reddito e il credito per le imposte pagate all’estero. Attenzione: per avere diritto al credito d’imposta, il reddito deve essere prodotto in un paese con il quale vige un trattato contro la doppia imposizione (l’Italia è tra questi paesi), inoltre spesso i due metodi portano a risultati diversi, quindi, il mio consiglio è di valutare quale metodo è più favorevole. 

Tassazione per “stimulus checks”, charitable contributions e altri aiuti governativi

Quest’anno, a seguito della pandemia COVID-19, numerosi sono gli aiuti garantiti ai contribuenti, molti dei quali influenzeranno la dichiarazione dei redditi. Tutti ricordiamo lo “stimulus check” di $1,200 ricevuto nei mesi scorsi, e i $600 che l’IRS sta erogando in questi giorni. Tali pagamenti non saranno tassati nel modello 1040. Inoltre, se non si è ricevuto il pagamento o se, ad esempio, si è ricevuto un assegno inferiore al dovuto, la differenza sarà erogata con la dichiarazione dei redditi. Al contrario se si è ricevuto il pagamento a cui non si aveva diritto, questo non dovrà essere rimborsato, unica eccezione è il caso di contribuente deceduto.  

Altra regola prevista per il 2020 è la possibilità di detrarre i “charitable contributions” fino ad un massimo di $300,00 anche se si usufruisce della standard deduction, a condizione che la donazione riguardi denaro (cash, assegni, carte di credito, bonifici) e sia stata fatta a non-profit riconosciuti dall’IRS. 

Per quanto riguarda invece i fondi FSA (Flexible Spending Accounts), siano essi per Health o Dependend Care, i fondi non usati nel 2020 possono essere spostati (roll over) fino al 2022. A tal riguardo, per chi può accedere a tali fondi, l’utilizzo potrebbe essere conveniente e portare a qualche risparmio a livello fiscale. 

Ultima cosa da tenere presente riguarda l’unemployment, a cui molti hanno dovuto purtroppo usufruire nel 2020. Si tratta di un reddito tassato, per il quale riceverete un form da usare per preparare il modello 1040. 

Cosa fare quando si hanno conti all’estero?

Una situazione abbastanza comune per chi si è trasferito negli Stati Uniti, è avere conti correnti all’estero. In tal caso, è necessario fare il Report of Foreign Bank and Financial Accounts (FBAR) e presentare il modello FinCEN form 114, se il conto o la somma dei conti, hanno superato, anche per un solo giorno la somma di $10,000. Bisogna notare che questa regola vale per i conti intestati, e per i conti sui quali si ha il diritto di firma o una qualsiasi autorità. Il form non va presentato all’IRS, ma bensì va presentato elettronicamente tramite il Financial Crimes Enforcement Network’s BSA e-filing system. 

Come proteggersi dalle truffe e consigli per la compilazione della dichiarazione dei redditi?

Proseguiamo con qualche consiglio, in quanto purtroppo sono numerosi i contribuenti vittime di truffe o di problemi di vario genere. 

Innanzitutto, l’IRS non vi telefonerà mai chiedendovi di pagare qualcosa o chiedendo le vostre informazioni e minacciando di mandare la polizia ad arrestarvi. Se ricevete una chiamata del genere riagganciate e soprattutto non fornite mai i vostri dati personali (SSN, carta di credito e conto corrente) al telefono, via e-mail o in altra forma a meno che non siate sicuri al 100% che il vostro interlocutore sia legittimo. 

Quest’anno in molti usufruiranno di servizi online per le proprie dichiarazioni, la mia raccomandazione è di usare sempre un secure portal per condividere i vostri documenti e le vostre informazioni. Gli uffici fiscali dovrebbero essere dotati di portali sicuri dove condividere i documenti, così come dovrebbero usare piattaforme sicure per le video chiamate (Zoom è stato un portale utilissimo durante la pandemia, ma non è il posto migliore dove condividere dati sensibili). 

A proposito di uffici fiscali e di tax preparers, affidarsi ad un professionista può risolvere molti problemi. Per l’IRS, e per i vari Stati, non si è obbligati ad avere nessuna qualifica o certificazione per preparare le tasse altrui, tuttavia per poter rappresentare il contribuente in sede di accertamento o controlli è necessario avere delle qualifiche, generalmente bisogna essere CPAs, Enrolled Agents o Attorneys. In questa pagina l’IRS  mette a disposizione utili suggerimenti su come scegliere un professionista e verificarne le qualifiche 

Se scegliete di affidarvi ad un professionista, la vostra dichiarazione, nella maggior parte dei casi, dovrebbe sempre essere inviata elettronicamente e voi dovete sempre autorizzare il vostro tax preparer. Tale autorizzazione, per i modelli 1040, si rilascia firmando il modello 8879 per l’IRS e un altro modello per lo Stato e deve essere compilato (mai firmarlo se è in bianco). La vostra dichiarazione non può in alcun caso essere inviata all’IRS o allo Stato senza questa autorizzazione. 
Inoltre nella dichiarazione devono essere riportati i dati e la firma della persona che voi avete pagato per preparare la dichiarazione. In assenza di tali dati l’IRS considera la dichiarazione Self Prepared. 

In Conclusione

In questo articolo abbiamo affrontato il concetto di residenza fiscale negli Stati Uniti, le più comuni fonti di reddito e relativi tax form, come dichiarare i conti all’estero, e offerto dei consigli su come evitare truffe e spiacevoli problemi in fase di dichiarazione dei redditi e pagamento delle tasse. Come potete immaginare ci sarebbe molto altro da dire, le regole sono molte, altre ancora saranno introdotte nelle prossime settimane, e gli errori possono costare molto. 

Concludo condividendo una risorsa utile, un tax organizer che io invio ai miei clienti.

Se avete domande potete contattarmi sulla mia email gloria.ricci@succentrix.com. 

Nel frattempo auguro a tutte una Happy Tax Season!  

 

Gloria Ricci 

www.succentrixwichitafalls.com