Mi presento… 

Ciao a tuttə! Mi chiamo Lodovica, ho 44 anni, e questa estate sono vent’anni che vivo negli Stati Uniti. I primi dieci li ho vissuti in accademia, conseguendo il Dottorato in Italianistica e insegnando italiano in diverse università. Gli ultimi dieci li ho vissuti praticando la psicoterapia. Come è successo? Ve lo racconto… 

Il dottorato negli Stati Uniti 

Il mio viaggio negli gli Stati Uniti nasce dal desiderio di proseguire gli studi in Lettere Moderne, insegnare, e fare nuove esperienze in un contesto internazionale. Interessi maturati durante gli anni dell’università a Bologna, e dell’Erasmus in Irlanda. Nel 2001, dopo aver salutato il mio paesino della campagna marchigiana, atterro per la prima volta all’aeroporto di Chicago O’Hare, dove mi aspettano degli amici, col loro furgoncino stile The A-Team, per portarmi a Madison, Wisconsin, dove passerò i prossimi sei anni della mia vita.   

Gli anni del dottorato sono bellissimi: studio, insegno, viaggio, organizzo festini a casa mia con Carmen Consoli (giuro! Ci sono le prove…), e stringo nuove amicizie con studenti di tutto il mondo. Questa esperienza si conclude nel 2007, quando mi sposto in California, a San Diego, dove nel frattempo ha trovato lavoro mio marito, anche lui italiano, e compagno di questo viaggio.  

La crisi 

A questo punto iniziano “i problemi.” Le cose si fanno serie: è ora di trovare lavoro. Continuo a scrivere la mia tesi di dottorato e a insegnare italiano. Ottengo una prima posizione da Visiting Professor nel Maine. E’ un’ottima opportunità, in un buonissimo college, ma inizio a mettere in discussione il mio percorso. Sebbene avessi sempre desiderato insegnare, non sono più certa che sia questo l’angolo attraverso cui voglio vivere la mia esperienza negli USA. A queste riflessioni se ne uniscono altre, di carattere pratico. Dove voglio abitare? Sono veramente disposta a seguire la carriera accademica ovunque questa mi porti? E la famiglia? I figli? Li voglio o no? E in che contesto?   

La svolta  

Durante gli anni di dottorato, in sordina, comincio a nutrire un interesse per la psicoterapia. Con l’aiuto di una psicoterapeuta, intraprendo un cammino per acquisire un linguaggio e strumenti nuovi per migliorare il rapporto con me stessa e con gli altri. Quella relazione terapeutica si trasforma in una nuova passione e inizio a intrattenere l’idea che anche io possa essere di supporto a qualcun altro così come la mia psicoterapeuta lo è per me. Ma come? Ho una Laurea in Lettere, e un Dottorato in Italianistica. Come posso diventare psicoterapeuta? Non lo so. Ho bisogno di più informazioni. Mi metto ad esplorare le figure professionali che praticano la psicoterapia negli USA e capisco alcune differenze importanti tra il contesto statunitense e quello italiano. In Italia, quando usiamo il termine psicologo o psicoterapeuta, pensiamo a una figura professionale che ha conseguito una Laurea in Psicologia, seguita da un’ulteriore specializzazione. Negli Stati Uniti, il lavoro di psicoterapeuta è praticato da diverse figure professionali come il Licensed Marriage and Family Therapist (LMFT), il Licensed Clinical Social Worker (LCSW), o il Licensed Professional Clinical Counselor (LPCC). A queste si aggiunge lo Psychologist (PsyD o PhD) il cui dottorato prepara anche alla ricerca e all’insegnamento. Negli USA, indipendentemente dal tipo di laurea di cui si è in possesso, è con il master che si sviluppano le competenze cliniche necessarie per praticare la psicoterapia. Per l’ammissione ad un master nel campo della psicoterapia, quindi, non è quasi mai necessaria la laurea in psicologia. A seconda del programma e dello stato di riferimento, possono essere richiesti alcuni corsi preliminari, ottenibili abbastanza facilmente in un community college, o istituzioni simili. A questo punto, diventa chiaro che sono già in possesso di tutti i requisiti per fare domanda al Master in Marriage and Family Therapy. Non ci sono più ostacoli. La faccio. 

La carriera 

Nella primavera del 2011 ricevo la lettera di ammissione al Master in Counseling a San Diego State University. Ma come? Torno a fare un master dopo aver conseguito un dottorato? Cambio carriera dopo aver investito più di dieci anni di vita nell’italianistica? Sono domande che sorgono spontaneamente sia dentro di me che attorno a me. Ho paura di sbagliare e di aver preso un abbaglio. Gli anni 2011-2013 sono anni di profondo cambiamento. Continuo a insegnare italiano all’università, e quasi segretamente, inizio il master e il tirocinio da Marriage and Family Therapist. Nel 2012 rimango incinta della mia prima figlia. Nell’estate del 2013 completo il master, e divento mamma.  

Sono anni intensissimi, ricchi di emozioni ed esperienze uniche. Nonostante i dubbi e le incertezze, questo percorso inizia ad appassionarmi sempre di più. Non si tratta semplicemente di apprendere nozioni nuove. È un cammino che trasforma la mia intera persona. Non è più possibile tornare indietro. Posso solo andare avanti. Il percorso è lungo, finanziariamente impegnativo, e le difficoltà sono tante, come quella di conciliare lavoro, famiglia, e amici. Grazie al supporto di mio marito e a un po’ di tenacia, riesco a completarlo. Da aprile del 2021 sono Licensed Marriage and Family Therapist.  

Il futuro 

A volte mi dico che da un certo punto di vista non ho mai cambiato lavoro. Sono sempre le Storie ad essere al centro delle mie conversazioni: storie di donne, storie di mamme e figlie; storie di coppie e famiglie che si chiedono quale sia il passo successivo. E sono soprattutto storie di come i valori e la resilienza si rivelino e si compiano nei momenti di difficoltà. Nella mia pratica, dedico un’attenzione particolare a ciò che distingue l’esperienza delle donne e delle famiglie italiane. Tra le varie iniziative, offro servizi come Parent Coach rivolti ai genitori italiani che crescono i figli in questo paese, e coordino un “collaboratorio” di professionisti di lingua italiana nel campo della salute mentale. In tutto questo, la lingua italiana, nei suoi risvolti clinici, occupa un ruolo centrale, e continua per me ad essere campo di studio e approfondimento. Mi piace pensare che tutto questo sia la realizzazione di ciò che confusamente immaginavo una volta arrivata a O’Hare, con la consapevolezza che il cammino della vita può riservare sempre nuove sorprese. E allora: Catch you later on down the trail…  

Italian LMFT Psychotherapist Lodovica Guidarelli

Photo credit – Davide Vichi