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Come realizzarsi in US: la storia di Viviana, da 30 anni a Pittsburgh

Una intervista esclusiva per conoscere Viviana Altieri, una delle nostre IWUSA di Pittsburgh, residente in US da esattamente 30 anni e fondatrice di Istituto Mondo Italiano, una realtà che insegna la lingua e la cultura italiana promuovendo il made in Italy ad ampio raggio. Intervistiamo Viviana anche perché’ ha vinto lo scorso Novembre 2023 il nostro contest Instagram per la più bella zucca di Halloween. Ancora complimenti! 

 

Ma è vero che sei arrivata a Pittsburgh per via di una scommessa? 

Verissimo! Durante il mio ultimo all’università prima di discutere la mia tesi (in Russo), sono andata a studiare all’Università di Mosca. Ho conosciuto molti studenti americani, tra cui una ragazza di Pittsburgh. Siamo diventate buone amiche. Tre mesi dopo mi scrive che la sua università l’avrebbe mandata a Roma per una conferenza, accompagnata da un suo professore e un altro studente. 

Naturalmente, ho fatto loro da Cicerone, sono venuti anche a casa dei miei genitori dove, credo per la prima volta, si sono resi conto di quello che è una cena all’italiana. Diciamo non si erano resi conto che la prima portata, era solo l’antipasto, di una cena che sarebbe poi durata ore! 

Tanto per farla breve, proprio prima di metterli sull’aereo “back to the States”, mentre la mia amica Donna mi stava ringraziando per l’ospitalità, l’altro studente dice: “I bet $100 you never leave your mamma”! Non sapendo che io avevo già “il vizio del viaggiare”.  

Povera mamma, l’avrei lasciata perché’ avevo già ottenuto un lavoro per insegnare russo all’Università di Dublino, ma questa scommessa, mi aveva messo una pulce nell’orecchio. Mio fratello aveva fatto il mitico viaggio “Coast to Coast” e per me l’America rappresentava quello. 

Così, assicuratami un internship presso un’organizzazione governativa (e il visto/quelli erano altri tempi!), ho avuto subito l’occasione di usare le mie conoscenze. Sarei dovuta rimanere cinque mesi. 

Il 17 dicembre scorso, ho festeggiato il mio 30esimo anniversario dal mio primo arrivo all’aeroporto di Pittsburgh.  

Da cosa è nato il tuo progetto professionale di Istituto Mondo Italiano? 

Ho avuto la fortuna di avere una splendida carriera presso varie aziende di high-tech e viaggiare in tutto il mondo ma quello che stavo perdendo era il contatto con quella comunità che mi aveva accolto a braccia aperte al mio arrivo e avendo già lavorato per altre start-up, il coraggio, la curiosità, e diciamo anche qualche competenza per mettermi in proprio ce le avevo. 

Quello che mancava a Pittsburgh era un centro fisico e una visione che includesse tutte le varie sfaccettature di “italianità’”, da quelli che sono arrivati 2 mesi fa, 2 anni, 20 anni fa o 2 generazioni fa fino a quelli che continueranno ad arrivare. 

Ecco Istituto Mondo Italiano, è quel ponte che unisce tutti, e poi, Pittsburgh è famosa per i suoi ponti. 

 

Quali consigli ti senti di dare alle IWUSA che desiderano aprire un proprio business in USA? 

Di fare prima esperienza presso altre compagnie o attività simili, diciamo fare del training a spese di altri all’inizio per vedere come si gestisce una piccola azienda in tutte le sue sfaccettature. Dal packaging al payrol, dall’advertising, al mentoring di altri dipendenti. Continuare ad imparare, studiare, fare market research, vedere chi c’era prima di te, e/o con chi condividi quella fetta di mercato. Suggerisco di operare eticamente e continuare a sfidarsi che alla fine, con passione e perseveranza, ce la si fa …. SEMPRE!  

Il mio messaggio di fondo è: credi in te stessa. 

Avere un’idea o un prodotto geniale non è la cosa principale. Saper strutturare un’attività che duri nel tempo e che sia scalable è la vera sfida. 

Parlaci del tuo progetto dedicato ai bambini… 

Prima di tutto, e forse non tutte saranno d’accordo con me, ma il semplice nascere in Italia, non crea un italiano.  

L’italianità è un insieme di valori, cultura, ed esperienze che i bambini nati in Italia ma trasferiti negli Stati Uniti in tenera età non hanno ancora sviluppato. 

In aggiunta, anche la loro conoscenza della lingua è limitata alla loro esperienza in Italia e alla loro età quindi il processo di assimilizzazione negli USA deve essere affiancato al mantenimento della cultura italiana attraverso attività ed incontri con altri bambini in situazione simile, dove il bambino associa l’italiano ad una situazione di piacere e quindi è più volenteroso ad usare la lingua o a volerla approfondire. 

Certo in famiglie dove entrambi i genitori parlano esclusivamente in italiano al bambino e riescono a mantenere rapporti quasi quotidiani con la loro realtà italiana, questo può già accadere in maniera organica, ma se in famiglia si parla un’altra lingua, non abbiate timore di affidarvi a strutture e persone competenti che vi possano aiutare. Dopotutto ci siamo noi per questo! 

E poi, abbiamo programmi anche per i bambini di madre lingua inglese che accostiamo anche alle nostre tradizioni, come ad esempio La Befana, che io adoro! 

Qual è il tuo messaggio per le nuove generazioni di emigranti in US dall’Italia? 

Di rimanere curiosi non soltanto verso il futuro, ma anche verso il passato per avere una maggior “empatia” per coloro che hanno mantenuto delle tradizioni che forse non sono più così moderne, ma che anche queste sono uno scrigno del sapere, perché’ ci raccontano la nostra storia di 150 anni fa.  

Grazie al mio podcast “The Italian Radio Hour” ogni settimana riesco a scoprire storie di italiani e italo-americani in tutto il mondo che mi rendono molto umile ma anche molto fiera del mio essere italiana.
 

Di cosa sei più orgogliosa nei tuoi 30 anni di vita in US? 

Di essermi costruita con coraggio e tanto impegno una vita piena.  

Non ho rimpianti di nessun genere. Sono sempre andata avanti per la mia strada ed anche quando le cose non sono andate come previsto, hanno sempre portato opportunità di crescita o di self-reflection. 

 

E cosa ti manca ancora adesso dell’Italia? 

Avendo la fortuna di andare spesso in Italia, adoro i miei viaggi esplorativi dove “tappezzo” una regione alla volta e con tanto interesse cerco di arricchirmi il più possibile di curiosità regionali, che rendono il nostro Paese così vario e così ricco, per poi condividerlo con il nostro pubblico. 

 

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