iwu purple outlined fitted

La Storia di Roberta: Orafa da un Paesello Calabrese alla Grande Mela

00000IMG 00000 BURST20201026142501821 COVER 1 1

Le mie origini tra i gioielli 

Mi chiamo Roberta Tarsitano, naturalizzata newyorkese e cresciuta in Italia, esattamente in un piccolo paese della Calabria, Fagnano Castello, in provincia di Cosenza. Sono orafa, figlia d’arte. Sin dall’età di tredici anni ho seguito mio padre; lo osservavo con passione mentre lavorava al suo banco e creava gioielli, mi piaceva ascoltarlo quando parlava con i clienti e con i fornitori. 

Ho lasciato il Liceo Classico al quarto anno per dedicarmi completamente al laboratorio e alla vendita.

Mi sono sposata giovane, a ventuno anni ero già mamma di una bimba e a ventiquattro di un altro bimbo. Dopo un mese dalla nascita del mio primo figlio, mio padre ci ha lasciati prematuramente a quarantanove anni, mentre mia madre rimaneva da sola con altre tre figlie, l’ultima di sei mesi. 

Non è stato facile affrontare tutte le difficoltà che si erano presentate, la morte sconvolge sempre e io ho sofferto tantissimo questo distacco. Ma sapevo che bisognava portare avanti quello che lui aveva creato, così ho cercato di dividermi tra lavoro e famiglia per farlo al meglio e con passione. 

Roberta Tarsitano, Orafa a New York

Il laboratorio d’arte orafa con mia sorella

Nel frattempo la seconda sorella si era diplomata e aveva cominciato ad aiutarmi con il negozio. Pian piano le ho insegnato l’arte orafa che mi aveva insegnato papà. Dopo il suo apprendistato abbiamo creato insieme l’Arte Orafa Tarsitano, ci completavamo nel lavoro. Creavamo insieme nuovi gioielli, partecipavamo a mostre, collaboravamo con altri artisti, pittori e scrittori. Lavoravamo con gratificazione. Tutto sembrava andare per il meglio. Ma poi purtroppo anche mia madre si è ammalata. Ho deciso così di accompagnarla e sostenerla nel suo percorso di malattia, viaggiando tra Fagnano e Roma per cinque anni e poi Siena per altri due. 

Da questa esperienza ho imparato molto e mi ha permesso di conoscere persone bellissime. Mia madre è stata per me un grande esempio di forza e volontà, alle quali mi aggrappo ancora oggi per superare momenti difficili. 

La mia assenza dal lavoro, però, aveva creato non pochi problemi economici. La crisi, poi, ha peggiorato la situazione.

Nel frattempo, purtroppo, mia madre si è aggravata fino a lasciarci anche lei. Un insieme di situazioni negative e dolorose mi stava travolgendo. Era un altro grande vuoto della mia vita da superare con molte difficoltà. 

Ma si sa, la vita deve continuare e dopo qualche settimana abbiamo ripreso a lavorare per cercare di superare le difficoltà che si erano create.

Un altro lavoro lontano dai gioielli e dall’arte orafa

In quel periodo mi sono dedicata part-time anche ad un nuovo lavoro, avevo bisogno di capire se ero capace di fare altro. Sentivo il bisogno di sganciarmi un po’ per alimentarmi di qualcosa di nuovo, così per tre anni ho lavorato per una Compagnia di intermediazione assicurativa di investimenti. Tre anni di bellissime esperienze in cui ho acquisito nuove competenze, seppur in un contorno di critiche: il cambiamento, agli occhi della gente, non è sempre ben visto.  

Il laboratorio restava sempre al centro del mio cuore; l’esperienza di consulente assicurativo era utile ma alimentava la volontà di ritornare a tempo pieno alla mia passione. 

Purtroppo, io e mia sorella eravamo tanto stanche per tutto quello che era accaduto che abbiamo deciso di prenderci una pausa e chiudere momentaneamente il libro di questa storia. 

In questa pausa e con mia sorella abbiamo pensato molto a come ripartire, ci siamo rimboccate le maniche e abbiamo sistemato una parte del garage di mamma per prepararlo, un giorno, alla riapertura del nuovo laboratorio. 

L’arte orafa di famiglia dalla Calabria alla Grande Mela

Dopo tantissimi anni, oltre venti, ho incontrato un vecchio amico di papà che mi aveva cercata e che veniva da New York. Lui, da tornitore, era diventato orafo grazie a mio padre che gli aveva dato lezioni e gli aveva permesso di cambiare la sua vita. Proprietario di una Compagnia che creava gioielli e lavorava per terzi, ha voluto vedere alcuni dei miei gioielli esaminandoli meticolosamente senza dire inizialmente nulla. Poi, ad un tratto, mi ha detto: “Sei diventata brava!” e alla fine della nostra conversazione mi ha proposto di venire qui a New York. Con il supporto di tutta la mia famiglia, che è stata la mia forza, ho accettato scrivendo un nuovo capitolo della mia storia. 

La prima esperienza con i gioielli a New York

Era il 2018 quando ho iniziato la mia prima esperienza lavorativa americana. Quando mi sono presentata il primo giorno mi hanno spiegato il modo di lavorare in quel posto. Io ho pensato: “È tutto molto diverso da quello che so fare”, ma non mi sono persa d’animo e mi sono convinta che avrei imparato e che tutto poteva essere uno stimolo in più per arricchirmi.

Mi sono adattata, non senza difficoltà, soprattutto da unica donna in mezzo a undici uomini, tutti molto diffidenti nei miei confronti e nei confronti delle mie competenze e capacità. C’è voluto quasi un anno di gentilezza e pazienza per conquistare la loro fiducia. 

Ho sofferto molto di nostalgia e la mancanza di autonomia nel creare. Sì, perché non ero mai stata dipendente fino a quel momento e cominciare ad esserlo mi pesava non poco.

Come sempre fatto nella mia vita, anche in questo caso ho cercato di farmi forza e trasformare le difficoltà in opportunità traendone sempre una lezione per crescere. 

I miei gioielli in pandemia

All’inizio della pandemia, come tutti, ero spaventata. Sembrava tutto mi stesse crollando addosso. Ho deciso, nonostante questo, di non andare più a lavorare, prima che fossero loro stessi a chiudere, come in effetti è accaduto in quel periodo. Tutta la mia famiglia era sparpagliata, ognuno con la propria solitudine, io qui a New York, gli altri in giro per l’Italia. 

L’incertezza mi rendeva debole e non mi faceva vedere il futuro con lucidità. Piangevo spesso ma dentro di me c’era una vocina, quella che spesso sentiamo ma non ascoltiamo per paura. Quella vocina mi spingeva a trovare nuovi interessi, seppur sempre nel mondo dei gioielli.

Yoga e meditazione mi aiutavano molto a scaricare la tensione e liberare la mente. Mi sono anche iscritta ad un corso di inglese e ad uno di comunicazione empatica efficace. 

Avevo carta dappertutto in casa così ho deciso di creare qualcosa con quella. Così è nato il mio progetto ‘Roby’s Paper Gems’, gioielli di carta riciclata con riferimenti a dipinti e immagini di grandi artisti.  

Avevo la giornata piena e ricominciavo ad avere un po’ di fiducia in me stessa. I gioielli di carta mi hanno aiutato a non andare in depressione. Mi piaceva documentarmi sui vari artisti e andare alla ricerca di immagini d’arte. Visti i primi riscontri positivi, ho deciso di dar vita al mio shop online su Etsy. Sto lavorando alle evoluzioni che questo progetto avrà nel futuro. 

Ricominciare da capo tra un gioiello e l’altro

A 55 anni si è aperto un nuovo capitolo della mia vita.

Tutto stava ripartendo dopo la prima ondata di pandemia. Si cercava una nuova normalità. Invece ho appreso che la mia normalità, il mio lavoro, non c’era più. Da una parte sconforto, dall’altra sollievo per il distacco da quel posto in cui in fondo non mi sono mai sentita a mio agio.

L’universo ha lavorato per me. Ho cominciato la ricerca di un nuovo lavoro, cosa non semplice. Grazie ad un workshop a cui avevo partecipato, il JobUp, ho lavorato per migliorare il mio curriculum. Ho migliorato anche il mio profilo LinkedIn e la mia lettera di presentazione. E grazie all’aiuto di alcuni amici che hanno corretto il tutto, ho cominciato a mandare finalmente il mio curriculum. 

Mi sono allenata per affrontare al meglio i colloqui di lavoro ed essere più sicura di me. Tutto così nuovo e allo stesso tempo interessante. Dall’invio dei primi curriculum tramite LinkedIn, non passa molto tempo e ricevo delle call, affronto dei test pratici. Ancora non mi sentivo pronta ad affrontare il mondo del lavoro e a chiudermi in laboratorio con tutte le restrizioni che c’erano. Continuavo comunque a partecipare ad altri colloqui anche per Compagnie assicurative. 

Tutti i colloqui sono andati bene.

Dopo averne fatti un po’, mi sentivo più sicura e sapevo cosa volevo. Una grande Compagnia mi aveva anche invitata a fare la prova pratica a Salt Lake City, nello Utah, dove era aperta la posizione. Sono andata, ho fatto il test al banco ma poi sono tornata a New York perché non ero sicura di voler vivere lì. 

Tra gioielli e problemi di salute

Per fortuna son tornata perché, facendo dei controlli di salute, ho scoperto che c’era qualcosa che non andava nel mio seno. Il dottore mi aveva assicurato da subito che si trattava di una fase iniziale e che togliendo il male al più presto, sarei stata bene. Potete immaginare come mi sia sentita!!! 

Data la confusione che avevo in testa, mi son presa del tempo per riflettere, prima di parlare con qualcuno della famiglia. Non volevo allarmarli e volevo trovare un modo per rendere questa notizia rassicurante, pur facendo paura. L’intervento è stato programmato nell’arco di quindici giorni. Mentre andavo su e giù per vari esami, ho ricevuto una telefonata per fare un nuovo colloquio a cui ho deciso di partecipare. Anche questo è andato bene, abbiamo trovato un accordo e ho cominciato a lavorare dopo la mia convalescenza. Nuova esperienza, nuovo modo di lavorare, un ambiente familiare, sereno e non stressante. Per me andava bene dopo tutto quello che avevo dovuto affrontare. 

Durante le ferie, e dopo 19 lunghissimi mesi, sono tornata in Italia con infinita emozione, tante lacrime e forti abbracci. 

Il ritorno a casa mi ha fatto capire, comunque, che sarei dovuta tornare negli USA, sentivo che il mio posto era qui. 

Io e Harry Winston 

Mentre lavoravo per questa azienda, a fine ottobre, avevo ricevuto una telefonata a cui non avevo risposto perché non le avevo dato importanza. Dopo due giorni, però, mi è arrivato un messaggio in segreteria. Messaggio che ho ascoltato più volte incredula. Non capivo se era vero oppure no: ebbene sì, era una chiamata d’invito ad un colloquio per lavorare alla Harry Winston, la gioielleria del cosiddetto ‘The King of Diamonds’, il re dei diamanti. Io non ci potevo credere, avevo inviato il mio curriculum sette mesi prima e non avrei mai immaginato che mi potessero chiamare. 

Ho accettato di fare il colloquio e nello stesso giorno mi hanno proposto le date per le prove pratiche. Questo significava che la prima parte l’avevo superata, loro sono rimasti affascinati dalla mia storia e di quella di mio padre, perché mio padre aveva lavorato proprio lì per molti anni. Io sono cresciuta con l’immagine di Harry Winston che faceva da sfondo alla mia vita e alla mia storia. Da bambina mio padre ogni tanto mi portava con lui, e poi nel periodo di Natale mi faceva visitare la gioielleria e mi illustrava i gioielli, alcuni fatti da lui. Per un sogno si stava realizzando, ho sempre desiderato di lavorare anche io un giorno alla Harry Winston. Quel giorno, quasi inaspettato, è arrivato. Da gennaio 2022 faccio parte di questa Compagnia di gioielli e orologi di lusso.

Il mio prezioso sogno a New York è diventato realtà

Dal mio arrivo ad oggi sono accadute tante cose, brutte e belle. Nulla è stato semplice e facile, soprattutto quello di lasciare tutti in Italia. Non lo è stato nemmeno venire sola qui ad affrontare lo sconosciuto mondo lavorativo di New York e poi fare i conti anche con la malattia. Nella mia vita sono stata sempre testarda, da brava calabrese, e non mi do per vinta. Magari crollo, ma poi mi rialzo. Ho sempre creduto che si può fare e agire per ottenere ciò che si desidera. Io ho sempre sognato. Sognare, immaginare ciò che si vuol vivere, sentire quelle sensazioni sulla pelle, visualizzarle aiuta a star bene. Tutto il mio modo di essere e pensare mi ha aiutata ad arrivare dove volevo. Questo non vuol dire per me non guardare oltre, anzi. Alimenta in me nuove idee per il futuro, come riunire la famiglia. E poi nuovi sogni e nuove avventure da vivere.

Bisogna aprire il cassetto dei sogni, vanno alimentati, vanno sperimentati con l’immaginazione e vissuti con il brivido sulla pelle. Questo aiuterà a percorrere finalmente quella strada tanto desiderata, perché se ami quello che fai e sei appassionato nulla potrà fermarti.

 

Roberta Tarsitano FB /LinkedIn

Roby’s Paper Gems Etsy Shop / IG / Website

 

Condividi!

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
solo per le IWUSA

Iscriviti alla Mailing list mensile

Non perdere gli ultimi eventi e aggiornamenti dalla Community!

* Non ci piace lo spam, inviamo di norma poche email al mese.