Se sei arrivata/o a leggere questo blog post sulla maternità e sul partorire in America vuol dire che sei o curiosa/o oppure  che sei in dolce attesa (auguri!).  In questo articolo sulla maternità, Cornelia, fondatrice della Community, condividerà con noi le informazioni acquisite durante la sua seconda gravidanza negli Stati Uniti (la prima gravidanza è avvenuta in Italia). Questa doppia esperienza in Italia e Stati Uniti ci permetterà di avere un quadro completo e di individuare le differenze chiave che ci dobbiamo aspettare in America.

Sono incinta, e ora?

Questa è la prima domanda che mi sono posta appena ho scoperto di essere in dolce attesa. Nonostante fosse per me la seconda gravidanza, era comunque la prima negli Stati Uniti e non avevo idea di come funzionasse l’assicurazione sanitaria, le visite mediche, il parto ecc.

La prima cosa che voglio dirti è di rilassarti perchè è meno complesso di quello che sembra. Certo ci sono diverse cose da analizzare come l’assicurazione sanitaria, scegliere il ginecologo, capire come fare da soli senza i famigliari affianco ma con la giusta organizzazione credimi che sarà meno difficile di quel che pensi.

L'assicurazione sanitaria copre la gravidanza?

La prima cosa che ti invito a fare in previsione della tua gravidanza e di partorire in America, è di verificare la copertura della gestazione e parto con la tua assicurazione sanitaria. Non tutte le assicurazioni sanitarie coprono le spese per gravidanza come ad esempio quelle temporanee per viaggi negli Stati Uniti. Le assicurazioni offerte dai datori di lavoro (Aetna, Cigna, Blue Cross Blue Shield etc) solitamente coprono le spese sanitarie della gravidanza e parto, anche se in misura diversa a seconda del pacchetto offerto.

Quali sono le voci da verificare?

  • Prenatal care: le visite periodiche ed esami dal ginecologo ( a seconda del pacchetto potrebbero essere gratuite perchè incluse nel pacchetto gravidanza oppure sono trattate come visite specialistiche)
  • Vaginal delivery / c-section delivery: il parto naturale / cesareo in ospedale (a seconda della tipologia potresti pagare un importo a notte oppure un importo per admission)
  • Ecografie: Ultrasounds periodiche (1 per trimestre quindi in totale saranno 3)
  • Esami periodici del sangue, urine: Tests / Lab (solitamente si fanno su richiesta del ginecologo, ogni volta che fai la visita specialistica e sono coperti sempre, tranne i genetic test)

Quali sono le risorse a disposizione di chi non ha un’assicurazione sanitaria? 

Nel caso in cui tu non abbia un’assicurazione sanitaria che copre la gravidanza ti consiglio di informarti di quali ospedali pubblici ci siano nella tua zona (a seconda della zona ci sono ospedali molto buoni) ed evitare quelli privati per non dover pagare cifre assurde. Inoltre, alcune mamme vicino a me mi hanno segnalato il Special Supplemental Nutrition Program for Women, Infants, and Children (WIC) ovvero un programma federale che supporta le donne incinte con un basso reddito e i bambini fino ai 5 anni di età. 

Scegliere il ginecologo (chiamato OBGYN) e Ospedale per il parto

La seconda cosa che ti invito a fare è di verificare con la tua assicurazione se il ginecologo che hai scelto sia coperto. Ogni ginecologo pratica in un ospedale specifico quindi assicurati che anche l’ospedale sia coperto dalla tua assicurazione. Cosa fondamentale: informati e decidi se l’ospedale in cui vuoi partorire ti piace, perché nel caso in cui non sia cosi devi verificare se il tuo ginecologo pratica in altri ospedali, oppure devi cambiare ginecologo.

Sembra complesso vero? Io stessa i primi giorni ero disorientata e non sapevo come procedere. Sugli ospedali avevo le idee chiare però non sapevo che ginecologo scegliere ed ammetto che mi agitava alquanto non avere la situazione sotto controllo. Cosa mi ha aiutato a fare questa scelta? Chiedere e confrontarmi con altre mamme italiane della nostra Community che abitano nella mia zona. Un’altro aiuto molto valido sono i gruppi di mamme della zona su Facebook (ad esempio il Jersey city moms) Cercando per parole chiave sono riuscita a capire i ginecologi più nominati che praticano negli ospedali che mi interessavano.

Le visite periodiche dal ginecologo

In Italia, se hai il ginecologo  tramite il SSN le visite previste sono 3, una per trimestre in cui viene effettuata una visita ginecologica e anche l’ecografia. Se scegli un ginecologo privato, come avevo fatto io, le visite sono mensili e anch’esse includono visita ginecologica e ecografia con tanto di fascicolo e andamento della gravidanza e crescita del bambino.

Negli Stati Uniti, è leggermente diverso. Le visite dal ginecologo sono mensili e solitamente ti fanno all’inizio gli esami del sangue,  e poi ogni mese gli esami delle urine, ti pesano, ti prendono la pressione e poi ti fai una chiacchierata con il ginecologo per parlare di come sta andando la gravidanza e se hai eventuali dubbi. La visita ginecologica vera e propria viene fatta una volta a trimestre. 

Anche il sistema delle ecografie è diverso. Intanto perché sono 3 a trimestre e non vengono fatte ogni volta che vedi il ginecologo. La cosa che mi aveva inizialmente “colpito” di più è che le ecografie vengono fatte da una figura specializzata e poi trasmesse telematicamente al ginecologo, che commenta i risultati. Il mio consiglio è di scegliere uno studio ginecologico che abbia all’interno anche questo tipo di servizio così da evitarvi spostamenti in diversi studi e aver a che fare con persone diverse. 

Le settimane prossime alla due date

Solitamente in Italia nel terzo trimestre ti consigliano di prepararti la cosiddetta borsa da ospedale con tutto l’occorrente per i giorni di degenza. Quando verrà l’ora di partorire, in America le cose sono un po’ differenti. Sono super felice di dirti che puoi respirare e non impanicarti perché qui negli Stati Uniti gli ospedali forniscono tutto l’occorrente. Sì, hai capito bene e non ci potevo credere neanche io! Davvero tutto sia per te che per il neonato. Per la mamma ad esempio si tratta di un kit beauty (incluso pettine e lima per le unghie), pigiama, calzini, cuffie per cellulare, mascherina per la notte. Peril neonato invece vengono forniti i pannolini, cappellino, ciuccio, body e teli per fasciare il neonato che non viene vestito ma fasciato.

Informati nel tuo ospedale del corso pre parto di accompagnamento per neo-genitori che solitamente organizzano tutti gli ospedali. Puoi anche fare una visita all’ospedale (virtuale durante il Covid) per vedere il reparto.

Nelle ultime 4 settimane, le visite dal ginecologo si intensificano e diventano settimanali per monitorare la situazione. Come ti consiglierà il tuo medico, non ti precipitare in pronto soccorso alle prime contrazioni ma chiama il tuo medico per chiedere, il rischio è di essere rimandati a casa in attesa delle contrazioni da parto.

Un’altra cosa che dovrai fare è comprare e portare con te il car seat (seggiolino) per il neonato, perché sennò non ti faranno uscire dall’ospedale. Se non hai una macchina puoi anche chiedere ad un’amica di prestartelo dato che lo userai davvero per uscire dall’ospedale ed altre pochissime volte per andare dal pediatra.

A proposito di pediatra, stavo per dimenticare di parlartene. Negli Stati Uniti si usa scegliere un pediatra prima del parto e di farlo venire in ospedale a visitare il neonato. Se il tuo pediatra non esercita nell’ospedale che hai scelto, puoi avvalerti di quello presente in ospedale senza alcun problema.

Infine, un’altra cosa che ho appreso quasi all’ultimo è che il tiralatte, a differenza dell’Italia dove devi comprarla a tue spese, viene coperto da quasi tutte le assicurazioni sanitarie. Grazie alla Community ho trovato un sito davvero che ti consiglio di guardare e tramite cui puoi verificare se la tua assicurazione lo copre.

La degenza in ospedale

A seconda se il parto è naturale  o cesareo, starai in ospedale 2 o 3 notti. Avrai la sensazione di essere un guest in un’albergo tra la stanza privata o semi-privata, con divano e tv, l’ordinazione dei pasti tramite telefono al ristorante dell’ospedale, il kit beauty e la gentilezza degli operatori sanitari. 

In seguito al parto, seguiranno 2-3 ore nella sala post parto cosi come succede in Italia.

Alcune tra le cose che mi hanno colpito: 

  • l’attenzione continua delle infermiere alla mia salute fisica e mentale (come ad esempio riscaldare la colazione che si era raffreddata oppure passare quasi ogni ora a vedere se avessi bisogno di qualcosa), il test per la depressione post parto che si viene invitati a fare subito
  •  la cura del neonato (ad esempio il cambio pannolino continuo)
  • lo scanner al braccialetto con il codice a barre per verificare la mia identità prima di somministrare qualsiasi medicinale e lo scanner al medicinale per tracciare che farmaci mi hanno somministrato (anche ai fini assicurativi)
  • il bracciale al piede antifurto che viene legato al neonato appena nasce
  • la presenza del proprio compagno in sala operatoria nel caso di cesareo 
  • l’invito a fare una foto con il cellulare al neonato mentre si è ancora nella sala parto
  • somministrazione del primo vaccino appena nasce il bambino nella sala post parto
  • la presenza di una lactation consultant (consulente dell’allattamento) che ti aiuta a capire come allattare

Allo scadere dei giorni di degenza, passera’ la pediatra per fare l’ultima visita al neonato e la ginecologa a visitarti e firmare la dimissione.

Infine un’infermiera ti accompagnerà fino all’uscita dell’ospedale e controlloerà che il neonato sia dentro il car seat.

Ed ora cosa succede?

Una delle prime cose che dovrai fare è portare il neonato dal pediatra entro 5 giorni dalla dimissione. Inoltre, dovrai prenotare una visita anche con il tuo ginecologo entro  2 o 3 settimane dalla dimissione. Un’altra cosa che dovrai fare e richiedere il certificato di nascita qualora l’ospedale non se ne sia occupato.

La maternità è un momento sicuramente unico e meraviglioso ma anche impegnativo. Ti invito a iscriverti ai gruppi Facebook di mamme locali per avere un benchmark e confrontarti. Covid permettendo non ti isolare ma  cerca di fare una passeggiata o di trovarti con altre mamme per un playtime. Confrontarti e sentire che altre mamme hanno le tue stesse difficoltà ti aiuterà a superare un momento che può diventare davvero difficile da gestire, soprattutto per noi che viviamo all’estero senza nonni o altri parenti.

Spero che questo articolo sia utile a chi è in procinto di diventare mamma oppure a chi ci sta pensando e pianifica di partorire in America. Desidero precisare che questa è stata la mia esperienza che sicuramente potrebbe essere molto diversa in altri Stati americani.

Se hai domande su questo argomento, mi trovi sui social ai link che trovi sotto.