Tempo, dedizione e determinazione sono necessari per la costruzione di un solido network, e negli Stati Uniti rappresenta una componente essenziale della vita quotidiana e professionale.
Negli Stati Uniti il network è una componente essenziale della vita quotidiana e professionale. Costruirlo richiede tempo, dedizione e determinazione, ma è uno degli investimenti più importanti per chi decide di vivere qui. “Costruisci il tuo network” è infatti uno dei primi consigli che riceve chi si trasferisce negli USA.
La rete di relazioni – personali e professionali – è indispensabile per avere successo, ma è altrettanto preziosa nella vita di tutti i giorni: a scuola, all’università, nello sport, nelle attività sociali.
In Italia, l’appartenenza alla “famiglia giusta” può aprire porte. Negli Stati Uniti, invece, è il network “giusto” a fare la differenza.
In un contesto multiculturale, dove mancano riferimenti condivisi, il network diventa una forma di garanzia: un modo per orientarsi e costruire opportunità. Il mercato del lavoro americano si muove rapidamente, e il network è lo strumento principale per individuare collaboratori affidabili.
Una presentazione – introduction – vale spesso più di un curriculum.
Qui il network è considerato un vero asset: usarlo non è visto come opportunismo, perché genera valore per tutti.
Come costruire un network efficace

All’inizio, costruire un network può sembrare un lavoro a tempo pieno. Richiede costanza, apertura e una strategia chiara.
Ecco una serie di suggerimenti per avere successo nella costruzione del network:
- Conoscerei propri punti di forza
È fondamentale capire quali competenze possiamo offrire e quale valore possiamo portare agli altri.
- Scegliereil settore
Bisogna identificare il campo in cui si vuole investire e individuare eventi a cui si vuole partecipare e persone che si vuole conoscere. Ci sono conferenze, fiere, associazioni, meet-up e gruppi pensati proprio per facilitare la creazione di relazioni.
- Partecipare attivamente
Agli eventi occorre mettersi in gioco, e parlare con le persone più interessanti. È importante arrivare preparati sul settore e sui partecipanti agli eventi per facilitare il primo approccio e la conversazione. Incontri informali spesso sono l’inizio di relazioni importanti.
- Presentarsi in modo chiaro e diretto
Negli Stati Uniti le presentazioni sono brevi, essenziali e orientate a trovare rapidamente un punto di interesse comune.
- Fare follow-up
Dopo un primo incontro, un breve messaggio è fondamentale. Non servono email lunghe, basta un ringraziamento, un’informazione utile o un link a un articolo collegato alla conversazione.
- Costruire anche online
Se non si può partecipare a eventi di persona, si può iniziare virtualmente. LinkedIn è una piattaforma molto usata per crearsi un network nel mondo del lavoro. Dopo aver fatto ricerche mirate, si possono chiedere brevi incontri su Zoom per conoscersi.
- Mantenere vivo il rapporto
Organizzare un primo incontro è spesso relativamente semplice, mantenerlo nel tempo è la parte più complessa. Serve un interesse reciproco, che va alimentato con messaggi brevi e aggiornamenti.
La costruzione del network inizia presto
Negli Stati Uniti il network non si crea quando serve, ma si costruisce molto prima.
Per chi arriva da bambino o da giovane, il processo inizia già dalla scuola. Le scuole private vengono spesso scelte non solo per la qualità dell’insegnamento, ma per le opportunità di relazioni che offrono.
Il momento decisivo è l’università: l’accesso alle istituzioni più prestigionse è competitivo proprio perché lì si trovano professori influenti e alumni di successo, figure che possono aprire porte nel mondo accademico e professionale.
Anche le prime esperienze lavorative sono cruciali. Incontrare le persone giuste può significare entrare in gruppi che diventano veri acceleratori di carriera.
Il valore di un network, infatti, cresce con il successo dei suoi membri. Un esempio emblematico è la cosiddetta PayPal Mafia, da cui sono nate molte delle aziende tecnologiche più importanti degli ultimi anni.
Laura Larghi, IWUSA Blog Contributor






