crescere figli bilingue

Il trasferimento in un paese straniero è un’opportunità unica non solo per gli adulti ma anche per i bambini per essere introdotti e trasportati in un nuovo mondo pieno di nuove avventure e prima che ve ne accorgiate, i vostri pargoletti si troverrano a parlare in inglese ed iniziare un piccolo processo di “americanizzazione”.  

Naturalmente, come italiani espatriati all’estero cerchiamo di fare in modo che i nostri figli mantengano o sviluppino la lingua italiana, se non altro per poter parlare con la famiglia di provenienza, con i nonni e con gli zii.  Desideriamo, inoltre, che i nostri bambini conoscano usi e costumi della cultura da cui proveniamo, oppure che, sia pure a casa, si tengano in linea con i programmi della scuola italiana, in vista di un possibile rientro in Italia. 

Molte famiglie che si trasferiscono all’estero per un periodo limitato di tempo scelgono di far frequentare ai loro figli una scuola anglofona, cercando di mantenere vivo l’apprendimento dell’italiano a casa, sapendo che, comunque, reintegreranno i figli nel sistema scolastico italiano. Le famiglie che invece vivono all’estero per la maggior parte della vita scolastica dei figli, si trovano davanti a scelte non semplici, soprattutto per via del fatto che la scuola italiana all’estero, a differenza delle scuole francesi, britanniche e americane, non è molto poco rappresentata. 

Come faccio a mantenere la lingua italiana? 

Quindi la domanda che molte di voi si pongono giornalmente è: “Come faccio a mantenere la lingua italiana?” o se i bambini sono veramente piccoli ad insegnargliela? 

Ma è vero che portare aventi due lingue crea confusione nella testa del bambino, che il bambino inizierà a parlare piu’ tardi, che avrà problemi a scuola?”. 

La risposta è no, no e no! Anzi, secondo i ricercatori il bilinguismo ha un impatto fisico sul cervello, sulla sua struttura e sulla sua resistenza con una presenza di maggiore materia grigia nel cervello dei ragazzi bilingue, rispetto a quella dei bambini monolingue. 

Inoltre un bambino bilingue spesso impara più velocemente rispetto a un coetaneoquindi sfatiamo le credenze popolari sul ritardo del linguaggio nativo, dovuto al bilinguismo. Anzi, il parlare due lingue ha anche effetti positivi a lungo termine come ad esempio: 

  • la capacità di reagire meglio e piu’ velocemente ai problemi (in fondo, il bilinguismo li porta a “negoziare” tra i vari registri e lingua e risolvere questa “transazione linguistica” con successo 24/7 (i.e. parlare in italiano con i genitori e contemporaneamente rispondere in inglese all’amichetto con cui sta giocando); 
  • Anche quando sarà un adulto, il bilinguismo verrà ancora in soccorso ritardando la la comparsa di sintomi dell’invecchiamento cerebrale (demenza o Alzheimer); 
  • Sviluppo di capacita’ maggiori di empatia verso altre culture e situazioni sconosciute; 

 quindi, non lasciatevi influenzare da persone che vedono il bilinguismo come il mancinismo fu visto una volta, perchè non conoscendolo o non capendolo, e’ meglio sradicarlo o correggerlo, soprattutto in uno stato con una popolazione omogenea dove del bilinguismo non sanno “cosa farci”perchè poi la storia ha dato retta ai “diversi” . Chi sarebbe stato Leonardo se non fosse rimasto mancino?   

Ad ogni, il suo 

Il gruppo IWUSA in una conversazione di gruppo tenuntasi a febbraio ha condiviso piccoli e grandi consigli di chi, come voi, si trova nella stessa situazione. 

Questo breve articolo non si pone lo scopo di fornire una lista esauriente di tutto quello che potreste fare ma piu’ un invito a fare, provare e condividere con il resto del gruppo le vostre idee, quello che ha funzionato e quello che rifareste in modo leggermente diverso cosicchè queste preziosissime lezioni di lingua, cultura e vita, non rimangano segreti nascosti all’interno delle vostre pareti domestiche. 

Dalla nostra conversazione è emerso che ogni situazione è diversa in base al fatto di avere uno o due genitori di madrelingua italiana, in base all’età del/dei bambini, ed infine in base all’accesso o meno di risorse in lingua originale o di una comunità italiana con cui condividere il proprio percorso. Ma qualunque sia la vostra situazione, l’importante è fare qualcosa!  

E se non esiste niente dove siete voi 

La nostra filosofia è di creare e condividere per ottenere piu’ adesioni, consigli e idee. Soprattutto oggi che viviamo in un mondo che è soltanto un “click-away”, organizzare piccoli incontri virtuali di gruppo mentre tutti aspettiamo con ansia il bel tempo e il tempo propizio per riprendere letture a ciel sereno, scampagnate varie e festicciole in persona, con qualche accortezza puo’ essere un punto d’inizio e richiede poco.  

Lasciate perdere il perfezionismo o il voler aspettare finchè avete 20 adesioni. Qualsiasi piccolo passo puo’ veramente andare lontano. 

Ricordatevi che il momento propizio per iniziare è OGGI! I bambini si ricorderanno di questa esperienza anche in età adulta. Nuove amicizie verranno formate che aiuteranno sia con lo sviluppo linguistico che vi siete preposte, sia con il rapporto e la condivisione di questa italianità fra bambini che si sentono piu’ volte tirati da una parte verso l’omologazione con la cultura che li circonda e dall’altra con questa “diversità” che ai nostri occhi appare come ricchezza ma che a loro, apparirà per molti anni come una diversità (e non abbiatete a male, fa parte del processo! Non abbatetevi se in età adolescenziale vi risponderanno “Non l’ho chiesto io di nascere italiano o di imparare l’ italiano!”). 

Da dove, come, quando iniziare – alcune considerazioni prima diniziare 

Essere di madrelingua non significa essere nati insegnanti. Avvalersi anche di figure professionali la cui formazione rispecchia le nuove tendenze nella pedagogia e la loro esperienza nell’insegnare italiano ai bambini in tenera età potrebbe essere un grande aiuto. 
Anche se a casa si parla esclusivamente italiano, queste figure potrebbero essere utili per l’ampliamento del vocabolario, potrebbero avere qualche marcia in piu’ e qualche tecnica in piu’ per creare giochi e attività mirati al miglioramento della lingua in modo ludico ma altrettanto proficuo.  

In fondo, anche noi, dopo una giornata lavorativa intensa, impegni di famiglia, doposcuola e attività varie, quando onestamente potremmo trovare il tempo per metterci a tavolino per creare attività, creare il materiale, attuare l’attività e poi fare altre attività di consolidamento? 

Inoltre con una figura che non sia la mamma o il papài bambini potrebbero sentirsi piu’ predisposti a partecipare, a sentirsi piu’ liberi perchè non ci saranno aspettative che qualcuno a loro caro li guidicherà se commettono un errore. 

Alcune famiglie considerano l’idea di portare una ragazza alla pari dall’Italia, altri hanno la fortuna di “importare” i nonni per un paio di mesi alla volta. Altri invece hanno la possibilità di passare tutta l’estate in Italia. Questo aggiungerebbe un duplice vantaggio non soltanto verso il  miglioramento linguistico ma anche verso l’accrescimento della loro consapevolezza “culturale”, lo sviluppo di quella italianità che è altrettanto importante quanto il bilinguismo ma che non sempre coincide. 

Bambini da 0 a 3 anni – IMPARARE DIVERTENDOSI 

Molto, molto, e ancora piu’ gioco.  Questo è il periodo piu’ facile per lo sviluppo, l’introduzione e l’accettazione della lingua. Questo è il periodo in cui il bambino svilupperà la capacità di produrre qualsiasi suono lui senta e quindi di non avere alcun accento.  

  • Parlate al piccolo in lingua e chiedete ad amici e parenti che parlano italiano di fare altrettano, soprattutto quando si gioca. 
  • Non dimenticatevi di insegnargli anche piccole espressioni legate al gioco, tipo “a chi tocca” o giochi come “uno, due, tre stella”, o nascondino.  Quando il bambino si diverte e quindi prova piacere, a modo suo vi chiederà lui di riproporgli quellattività in lingua.  
  • Piccole canzoncine, forse anche le stesse con cui siete cresciute voi. Chi si ricorda le sigle di Cristina D’Avena e Bim Bum Bam o la vostra canzone preferita dello Zecchino D’oro? Createvi la vostra playlist cosi’ avrete queste melodie sempre a vostra disposizione e potrete conviderla anche con noi!  
  • Lettura di storie in lingua interagendo con loro (imitando personaggi del racconto, facendo facce buffe). Io ancora ricordo tutte le storie, anche inventate, che mia madre mi ha letto fino, ricordo che rimarra’ impressa nella mia memoria per sempre. Nella lettura, siate sempre entusiasti, leggeri e possibilmente mai noiosi. Quindi, metteteci impegn(mascheratevi, usate dei finger puppets) e vi garantisco che vi divertirete di piu’ anche voi!  Scegliete libri colorati con tante illustrazioni, e finestrelle da aprire.  
  • Ora che i mezzi di acquisto online ci sono, il doversi caricare di libri dall’Italia diventa meno gravoso. Scegliete sono quelli che di sicuro non riuscirete a trovare qui e create un sistema di scambio con altre famiglie (sia nella vostra scittà o possibilmente allargate la cerchia di scambio). 
  • Ci sono anche varie app come “Ti racconto una fiaba” che potrebbero aiutarvi a trovare altro materiale o a coinvolgere altre persone nella lettura (sia come back-up o anche per coinvolgere un coniuge che parlicchia italiano e desidera anche lui far parte di questa routine). 
  • Come già indicato prima, se potete, incorporate anche la figura di una ragazza alla pari o babysitter di madrelingua italiana. Cercate su FB gruppi di famiglie della vostra zona, rivolgetevi ad agenzie specializzate o anche giovani familiari che vorrebbero venire da voi per fare un’esperienza all’esteero e che possono restare con voi fino a tre mesi. 

Dai 3 ai 6 anni – IMPARARE FACENDO 

A questo punto il gioco si fa divertente anche per i genitori! 

I bambini in età prescolare sono in grado di interagire in maniera sempre più avanzata, con il grande vantaggio che non hanno ancora paura di sbagliare. Per cui non avranno problemi a lanciarsi provando a pronunciare le varie parole e per un genitore è davvero appagante verificare i loro progressi e vedere i propri pargoli avventurarsi in autentiche acrobazie verbali. 

Il complito dell’insegnamento (se il bambino è nato negli USA) o dell’ampliamento del vocabolario (se il bambino è nato in Italia e poi trasferito negli USA in questa tenera età) potrebbe portarvi ad usare altre strategie:  

  • integrare la lingua nella routine quotidiana: trovare una “parola del giorno” e utilizzarla in giochi con l’alfabeto o per contare, fare indovinelli e cantare; 
  • leggere storie ma questa volta facendoli interagire con te: ormai possono avere un ruolo attivo nel racconto, interpretando personaggi e inventandosi voci o facce; io adoro lavorare con le favole di Rodari; 
  • farli giocare insieme a bambini, anche più grandi, che parlano italiano, meglio ancora se madrelingua; 
  • svolgere attività in cui sia previsto l’utilizzo delle mani, per esempio disegnare, ritagliare e colorare (i.e. impare – facendo)  
  • se nella vostra routine, è previsto dello “screen time”, l’ovvio suggerimento è di utilizzare cartoni in italiano, da Pimpa ad altri ad episodi (chi si ricorda, l’Ape Maia o Heidi)?  La Rai offre canali anche su Youtube per programmazione dedicata ai bambini dai 0 ai 9 anni, nel cui palinsesto sono presenti cartoni animati, fiction, favole e programmi improntati sull’apprendimento con metodi e messe in scena adatte ai telespettatori di quella fascia d’età; 
  • incontri periodici con altre famiglie italiane con attività di lettura ad alta voce dove i bambini potranno fare attività a tema (un disegno ispirato alla storia, giochi, balli, canzoncine). 

Non perderti il blog di settimana prossima, dove condivideremo consigli pratici su come crescere figli bilingue dai 6 anni in su!

Viviana Altieri 

Fondatrice  

ISTITUTO MONDO ITALIANO 

www.istitutomondoitaliano.org 

Email: mondoitaliano@earthlink.net 

Tel: (412) 478-2681