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Visti di permanenza negli USA: quali sono le possibili opzioni esistenti?

Come direbbero qui in US, I’m by no means an expert (cioè, non sono per niente un’esperta) e nemmeno voglio spacciarmi per tale. Tuttavia, quando sono sbarcata negli Stati Uniti a seguito di mio marito, che aveva un Visto L, il mondo dei VISTI di permanenza negli USA si è aperto di fronte a me e ho capito che no, non basta decidere di trasferirsi in America per lavorarci e no, non basta nemmeno iscriversi ad un’università americana per poterla effettivamente frequentare.

In questo articolo condividerò brevemente con voi le mie conoscenze in merito a quelli che sono i Visti principali con cui noi italiani, borsa in spalla e spirito di adattamento, attraversiamo l’oceano per un periodo più lungo di quello concesso dall’ESTA (cioè, 90 giorni per volta per un massimo di 180 per anno solare).

Visti piu’ usati/conosciuti

  • Visti per visitatori (B1/B2)

Il Visto B1 è riservato a coloro i quali vogliono permanere negli States per scopi legati alla propria professione (per convention, per trattare un affare) e il B2 a coloro i quali vogliono fare cose che potrebbero fare con l’ESTA ma per i quali occorre più tempo per ultimarle (visitare dei parenti, vacanze particolari, sottoporsi a trattamenti medici). Entrambi questi Visti consentono di rimanere negli Stati Uniti per un massimo di 6 mesi e possono avere una durata variabile. Non permettono assolutamente di lavorare su suolo americano o accettare impieghi di qualunque tipo. 

  • Visti di scambio culturale (J)

Sono quei Visti concessi a coloro i quali svolgono attività di interscambio culturale promosse dal governo americano come studenti, insegnanti, ricercatori, specialisti, docenti, au pair e tirocinanti per programmi particolari. La durata di questa tipologia di Visto può andare dall’anno ai 18 mesi. 

  • Visti per studenti (F/M)

Il Visto F è dedicato agli studenti di programmi accademici che portano a una laurea o a un diploma. Il Visto M è per coloro i quali hanno scelto di intraprendere un percorso di studio professionale come un corso di cucina o per pilotare aerei. Questi Visti sono entrambi concepiti per indirizzi di studio full-time, tuttavia, il Visto F-1 consente agli studenti di lavorare per un massimo di venti ore settimanali all’interno del proprio campus o presso un ente affiliato durante il loro primo anno negli USA e negli anni successivi di svolgere alcune tipologie di tirocinio. Il titolare di Visto M può svolgere solo attività lavorativa limitata all’interno del campus o presso enti ad esso affiliati. 

Se volete avere maggiori informazioni su come studiare in America, suggerisco di leggere questo nostro blog post.

  • Visti per lavoratori

Questa categoria è forse la più ricca e variegata, stiamo parlando dei Visti H, L, O, P, Q e R. 

Il Visto H è generalmente concesso a lavoratori con un elevato livello di istruzione. Si divide in H-1B, per coloro i quali sono altamente specializzati. Ne vengono rilasciati solo 650000 l’anno (che possono sembrare tanti ma non lo sono) e ha 3 anni di validità, con la possibilità di essere rinnovato una volta sola; H-2A, per i lavoratori agricoli stagionali; H2B, per i lavoratori con contratto stagionale; H-3, per i tirocinanti non accademici né medici.

L’H-4 è destinato a coniuge e figli non sposati entro i 21 anni di chi ottiene un Visto H-1B, tale visto non consente di lavorare tranne nel caso in cui il titolare dell’H-1B non sia in attesa di Green Card e a seguito della richiesta di un Employment Authorization Document (EAD). 

Il Visto L è generalmente concesso al personale che lavora in una compagnia globale da oltre un anno e che viene assegnato a una succursale della medesima compagnia presente su suolo americano con funzioni manageriali, direttive o altamente specializzate (questo Visto, a differenza dell’H, non richiede un elevato livello di istruzione ma una comprovata esperienza nel proprio campo di competenza che difficilmente verrebbe trovata comunemente in America). 

Il Visto O riguarda coloro i quali hanno dimostrato a livello internazionale o nazionale eccellenti capacità nel proprio ambito di competenza, compreso quello atletico e cinematografico.

Il Visto P riguarda squadre sportive o atleti riconosciuti internazionalmente che partecipano a una competizione. 

Il Visto Q1 è per coloro i quali partecipano a uno scambio culturale inerente storia, cultura o tradizione del loro paese di provenienza. 

Il Visto R1 è per i lavoratori religiosi temporanei. 

Ognuno di questi Visti può essere richiesto solo dopo che il datore di lavoro statunitense ha presentato la petizione I-129 e che l’USCIS l’abbia approvata.

  • Visto per media e stampa (I)

Questo Visto è generalmente concesso ai membri di media, stampa e radio straniere. Esso comprende i giornalisti ma anche le troupe cinematografiche se il materiale prodotto ha finalità informative/educative. 

  • Visti per investitori (E)

Questa categoria riguarda i Treaty Treader (E1) e i Treaty Investors (E2). Per ottenere un visto E1, la società che ti assume negli Stati Uniti (o quella globale che ti sta inviando in una succursale presente su suolo americano) deve intrattenere sostanziali scambi commerciali internazionali per cui la tua figura sarebbe rilevante sia per l’alta competenza che per le qualifiche straordinarie. Il Visto E2 si ottiene diventando un investitore su suolo statunitense; al fine di ottenerlo, la cifra investita deve essere importante (non ci sono regole precise in proposito) in proporzione all’attività che si intende aprire e tale capitale deve essere implicato irrevocabilmente (i soldi devono essere investiti in toto, i fondi non impegnati in un fondo bancario non contano perché non sono investiti) e a rischio da un punto di vista commerciale. 

In Conclusione

Per concludere, sono davvero moltissimi i Visti che consentono a una persona proveniente dall’Italia di sbarcare negli Stati Uniti, i principali sono: per visitatori, per scambio culturale, per studenti, per lavoratori, per media e per investitori.  Tuttavia, i limiti sono molti e i prerequisiti per poterli ottenere sono precisi e categorici. L’idea migliore, prima di intraprendere una strada in questo senso, è di rivolgersi a un avvocato per l’immigrazione competente e in grado di fornire tutte le informazioni necessarie per iniziare questo percorso. 

 

Antonella Granata, Pittsburgh Assistant Ambassador ed IWUSA Community Manager

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