Articolo su fare networking per una carriera di successo

Una delle cose più disarmanti per un’italiana in America può essere la mancanza più assoluta di una rete di conoscenze, che possa non solo smussare la nostalgia del nostro modo di essere sociale e comunitario, ma anche sostenerci nelle nostre scelte professionali e personali. Sin dall’inizio, è stato evidente che il networking sarebbe stato di vitale importanza e determinante per sostenere la mia carriera in un paese straniero.

 

Fare networking nell’era pre-social

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura…”

Ma anche Dante era un expat? Beh poi io non ero proprio “nel mezzo del cammin” ma all’inizio del cammin, né mi ero smarrita, quando mi sono ritrovata in USA ad imparare una nuova cultura ed un nuovo sistema di studi universitario. Vi ricordate i tempi in cui i social non esistevano? “You got mail” era il nonplusultra e il dial up ci metteva una vita a fare qualsiasi cosa? Ecco, quello è il periodo in cui io sono approdata a Corpus Christi, Texas, senza la più pallida idea di come farmi convalidare gli esami fatti a La Sapienza, e senza neanche Facebook che mi collegasse con mie connazionali, o un’anima pia che avesse avuto un’esperienza simile.

Come il mio network universitario mi ha aiutato a far partire la mia carriera professionale

Come Dante, anche io apprezzo il valore di un ottimo mentore; la sfida per me è stata trovarne uno (o dieci) in questo nuovo ambiente sconosciuto ed estraneo. Dopo un momento di iniziale sconforto, mi sono ripresa, perché io ho adottato, come filosofia per prevalere alle difficoltà, un famoso detto americano: se la vita ti dà limoni, facci la limonata. Io poi ho deciso che ci faccio il limoncello, che la limonata ormai non basta.

Devo dire che sono stata immediatamente fortunata e ho conosciuto delle persone nell’ambiente accademico che mi hanno fatto capire velocemente il valore del networking: crearsi una rete di contatti può aiutare in svariati modi. Con il sostegno delle prime conoscenze all’università sono riuscita a navigare con relativa facilità il sistema e cominciare una pianificazione, seppur rudimentale, della mia carriera. Tramite queste conoscenze sono riuscita a farne altre, che non solo mi hanno aiutato ad accedere ad un ottimo tirocinio, ma mi hanno guidato e sostenuto per anni, durante diversi spostamenti, con lettere di raccomandazione e altrettante referenze per continuare ad allargare la mia cerchia professionale.

Questa rete di persone mi ha anche assistito a coordinare e pianificare per tempo, quando ho scoperto che una laurea in psicologia qui negli Stati Uniti è quasi del tutto inutile senza un Master. Il pensiero di altri tre anni di studi, un’abilitazione di 3000 ore e un esame in due parti con quasi il 50% di tasso di insuccesso, è stato disarmante, ma mi sono detta di fare una cosa alla volta e, reduce di un’ottima esperienza nell’utilizzare il mio network, mi sono fatta coraggio.

Ad ogni passo ho contattato mentori per suggerimenti preziosi, intrapreso nuove relazioni e coltivato contatti ed interazioni che mi hanno aiutato con raccomandazioni essenziali, esperienze personali e opportunità senza le quali non sarei riuscita ad inserirmi così facilmente nel mondo del lavoro con una carriera che mi soddisfa, e che continua a stimolarmi a dare il massimo. Sono passati 12 anni dal mio Master in Counseling. Ho conosciuto persone interessantissime e costruito una fitta rete professionale che spesso, nei miei vari spostamenti, è stata ed è cruciale, nel perseguire e raggiungere i miei obiettivi professionali.

Da impiegata a libera professionista grazie al networking

A volte, la meta ci sembra così lontana che ci dimentichiamo di goderci il panorama del percorso. Il viaggio è ancora più appagante se lo facciamo in compagnia. Io ho cercato in tutti modi di rimanere al presente, con obiettivi a breve termine, e di apprezzare ogni momento come un’opportunità per crescere, imparare ed allargare la mia cerchia. Dopo 14 anni a San Diego, in California, oggi mi trovo ad apprezzare la mia perseveranza e il successo raggiunto, nel caldo ambiente texano; il networking mi continua ad accompagnare e sostenere nei miei obiettivi, e mi ha permesso di cambiare marcia e passare dall’essere impiegata ad avere il mio ufficio privato, che in pochi mesi ha avuto un tale successo da necessitare una lista d’attesa. Grazie al networking, ho la completa libertà di gestire il mio tempo tra lavoro e famiglia e non sentirmi vittima indifesa del ritmo frenetico americano.

L’importanza del networking è chiave per una carriera soddisfacente e per sentire appartenenza a una comunità, anche così lontane da casa. Spero di continuare ad allargare la mia rete di conoscenze, specialmente tra professioniste della salute mentale italiane, per proseguire nella mia crescita personale e professionale, e, perché no, essere a mia volta di sostegno e aiuto per chi intraprende una nuova carriera da expat.  Avrei potuto raggiungere il successo senza networking? Sarebbe stato sicuramente possibile, ma certamente molto più complicato e isolante. Del resto neanche un grande come Dante ha intrapreso i gironi dell’inferno da solo.

Enrica Malone (Licensed Marriage and Family Therapist)